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Oltre ai "classici" disturbi del comportamento alimentare (Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata) esistono molti altri quadri clinici che non presentano esattamente i criteri per diagnosticare un disturbo specifico ma che costituiscono lo stesso un DCA, talvolta anche grave.
Un buon criterio per valutare la presenza di un disturbo alimentare (anche se atipico) è l'atteggiamento che una persona ha nei confronti del suo peso e del suo aspetto fisico. Quando una persona passa la maggior parte del suo tempo a preoccuparsi per la forma ed il peso del suo corpo o fa dipendere la sua autostima dall'aspetto del suo corpo ha, con ogni probabilità, un qualche tipo di disturbo del comportamento alimentare.
Per esempio, se avete tutti i criteri diagnostici della Anoressia Nervosa ma avete ancora il vostro ciclo mestruale, avete un Disturbo del Comportamento Alimentare Non Altrimenti Specificato (DCA-NAS).
Quindi se avete, per esempio, solo due o tre dei criteri validi per l'Anoressia o per la Bulimia, ma non tutti, soffrite comunque di un disturbo del comportamento alimentare.
Un altro esempio: mangiate il giusto, ma ogni tanto vi inducete il vomito e siete angosciate dalla bilancia. Anche questo è un Disturbo NAS.
Neppure il fatto di avere, al momento attuale, un peso corporeo ancora "nella norma" è una certa indicazione della assenza di un DCA; spesso si tratta di una fase ancora non conclamata della malattia nella quale la perdita di peso non ha ancora raggiunto livelli gravi solo perchè la condizione di partenza era caratterizzata da un sovrappeso.
CRITERI DIAGNOSTICI PER I DCA NON ALTRIMENTI SPECIFICATI (secondo il DSM IVR)
- Tutti i criteri della A.N. in presenza di un ciclo mestruale regolare
- Tutti i criteri della A.N. e, malgrado la significativa perdita di peso, il peso attuale è nella norma
- Tutti i criteri della B.N. tranne il fatto che le abbuffate e le condotte compensatorie hanno frequenza inferiore a 2 episodi a settimana per 3 mesi
- Un soggetto di peso normale che si dedica regolarmente ad inappropriate condotte compensatorie dopo aver ingerito piccole quantità di cibo (es. induzione del vomito dopo aver mangiato due biscotti)
- Il soggetto mastica e sputa, senza deglutire, grandi quantità di cibo
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